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Cos'è il cashmere? Perché questa controversa lana "di lusso" sta passando di moda

19/07/2024

Nelle ultime stagioni ha preso piede una nuova tendenza nella moda: il lusso silenzioso.

Tradotto come chic sobrio e cupo, questo trend ha messo in mostracelebritàindossando colori tenui e modelli semplici ed eleganti, spesso realizzati in tessuti naturali costosi come il cashmere.

L'esclusività di questa tendenza nasce dal fatto che senza tessuti costosi, il lusso discreto era praticamente irraggiungibile, il che contribuiva ulteriormente a far apparire il cashmere un materiale desiderabile.

Ma oggi le indagini sotto copertura stanno dimostrando che la realtà dietro la produzione del cashmere è tutt'altro che "silenziosa".

La pelliccia

Commercio di capre da cashmere: i fatti

Uno dei materiali più utilizzati nell'alta moda, il cashmere valeva 3,2 miliardi di dollari nel 2022.

Le proprietà riscaldanti del cashmere sono uno dei motivi per cui questo materiale è così ricercato: poiché le capre cashmere vivono in zone in cui le temperature possono scendere fino a -30 °C, il loro lungo pelo è morbido e molto caldo.

L'idea che questa fibra calda e lussuosa provenga da capre che pascolano pacificamente in vasti campi ha alimentato un'immagine del cashmere che finora è rimasta indiscussa.

Ma la prima inchiesta condotta da PETA Asia sul commercio in Cina e Mongolia ha dimostrato che dietro l'apparenza accogliente si nasconde una storia più oscura: sono stati visti lavoratori maneggiare gli animali con violenza, calpestarli e usare affilati strumenti di metallo per strappare il pelo dai loro corpi.

Quando gli animali rimanevano inevitabilmente feriti durante il processo, non ricevevano alcuna assistenza veterinaria.

Le capre, che sono animali da preda e terrorizzate dall'essere maneggiate, soffrivano di un dolore e uno stress immensi durante questa procedura. Un allevatore ha descritto la tosatura come "molto stressante" per le capre.

Togliere loro la pelliccia in questo modo significa anche privarli del loro isolamento naturale, rendendoli vulnerabili agli agenti atmosferici e più predisposti alle malattie.

Nel complesso, questa indagine ha dato al settore spunti di riflessione per quanto riguarda l'immagine percepita dei marchi di lusso: si scopre che,moda velocenon è l'unico cattivo del settore.

Le statistiche relative a questo

Marchi di moda di lusso e cashmere

Quest'anno, la PETA ha rilasciato un altro resoconto di un testimone oculare dell'industria del cashmere della Mongolia, rivelando che i fornitori di noti marchi di moda comeBurberry, Chanel, Dior, Louis Vuitton, Gucci e Prada si sono dedicati al trattamento violento e rude degli animali.

E questa inchiesta è servita come un duro promemoria del fatto che non esiste una pensione felice per gli animali nell'industria della moda: quando le capre venivano considerate non più utili per la produzione di cashmere, gli operai le colpivano in testa con dei martelli e le sgozzavano.

La PETA attribuisce gran parte della colpa alle aziende del lusso, molte delle quali vantano standard "responsabili" e "sostenibili".

"Queste aziende traggono profitto dalla sofferenza delle capre e i clienti non hanno idea della crudeltà che questo comporta", ha affermato Mimi Bekhechi, vicepresidente della PETA per Europa, Regno Unito e Australia.

L'impatto ambientale del cashmere

Oltre al dilagante maltrattamento degli animali, c'è anche ilimpatto ambientaleda prendere in considerazione.

Circa il 90 per cento di tutto il cashmere del mondo proviene da Cina e Mongolia, dove il degrado del suolo e il rischio di desertificazione rappresentano gravi problemi.

L'industria del cashmere in questi paesi contribuisce a questi problemi: le capre cashmere mangiano ogni giorno il 10 percento del loro peso corporeo, consumando l'intera pianta, compresa la radice.

Ciò impedisce la ricrescita, esponendo il suolo al rischio di desertificazione (e non dimentichiamo che questa è una parte del mondo che è già ampiamente desertificata).

La folta pelliccia di questa capra viene ispezionata prima della tosatura. Foto © ITR Visuals tramite Getty Images

Alternative al cashmere cruelty-free

Qual è dunque la soluzione? A quanto pare, standard e certificazioni non sono la soluzione: l'ultima indagine ha infatti incluso attività che fornivano aziende certificate dalla Sustainable Fibre Alliance, dimostrando ancora una volta che le certificazioni "umane" e "responsabili" sono poco più che semplici strumenti di marketing.

Invece, la PETA crede che il futuro risieda nell'abbandonare completamente il cashmere. "La PETA esorta tutti i marchi di moda a smettere di nascondersi dietro etichette fuorvianti e a passare al lussuoso cashmere vegano e rispettoso degli animali", ha dichiarato Mimi Bekhechi.

tessuti di origine vegetalestanno recuperando la reputazione di lusso del cashmere, ma senza crudeltà verso gli animali e con un impatto ambientale molto più ridotto.

Ecco la canapa, uno dei materiali più ecologici del settore oggi. Questa fibra miracolosa cresce senza bisogno di pesticidi o fertilizzanti chimici ed è perfetta peragricoltura biologica.

Forse il più frequentemente utilizzatolana veganaUn'alternativa sostenibile è il cotone biologico, che produce meno rifiuti e richiede anche meno pesticidi e fertilizzanti rispetto al cotone convenzionale.

Il Tencel, ricavato dalla cellulosa della polpa di legno, è realizzato tramite un processo a ciclo chiuso, il che significa che risorse come acqua e prodotti chimici vengono riutilizzate per ridurre al minimo gli sprechi.

 

Le fibre organiche di origine vegetale rappresentano un'alternativa più rispettosa dell'ambiente e rispettosa del pianeta rispetto ai tessuti di origine animale. Foto © Björn Forenius tramite Getty Images

Tra le opzioni meno note e più innovative c'è il cashmere ricavato dalla soia, che può essere biodegradabile e imitare la morbidezza e il calore del cashmere.

Un'altra novità emergente è la lana di banana, rispettosa dell'ambiente e priva di fibre animali. E naturalmente, esistono materiali riciclati come poliestere e acrilico: il riciclo da solo non risolverà i problemi della moda, ma è un passo nella giusta direzione e una soluzione praticabile per i vegani in cerca di un'alternativa al cashmere.

La verità è che se vogliamo che tessuti come il cashmere scompaiano, servono più innovazione e una maggiore scelta.

Come abbiamo visto accadere conpelle veganaLe lane vegetali possono rivelarsi molto promettenti quando si tratta di rendere obsoleti i tessuti di origine animale. Speriamo che le invenzioni emergenti, rispettose del pianeta e degli animali, salvino innumerevoli vite, facendoci sentire e apparire tutti ricchi.